
Ragusa Sottosopra
n.6 del 05/12/2005
La Cona del Gagini
è la luce del passato che illumina ogni cosa
Adriana Vindigni, architetto

Quest'opera, assieme all'antico portale gotico e ad altri frammenti che componevano l'altare maggiore, è purtroppo

Sin dal 1989, la “Cona” era definitivamente stata riconosciuta come opera scultorea di Antonino Gagini; l'attribuzione di tale importante frammento era stata possibile grazie alle ricerche d'archivio del dott. Giovanni Morana e della sig.ra Liliana Scrivano, nonché alle ricerche storiche condotte sul Portale e sull'antica Chiesa di S. Giorgio dall'arch. Giuseppe Areddia con la preziosa collaborazione della restauratrice Bruna Tumino.
Inoltre, attraverso una documentata ricostruzione planimetrica del

Nel 1992 su incarico del Comune di Ragusa e con fondi della legge speciale n.61/81 fu redatto dalla scrivente il progetto per i lavori di restauro dell'importante opera scultorea, che, come è noto, parzialmente recuperata dal sito originario abbandonato all'oblio nel 1738 (venduta la chiesa a privati), era stata rimontata alla meglio e riadattata nel vano della

Già nella fase di studio del progetto erano state evidenziate le forzature e le manomissioni dell'originale opera gaginiana; tuttavia, il primo e più urgente intervento consistette nella bonifica e nel risanamento del sito, atti a fermare il degrado delle sculture, dovuto proprio alla posizione scelta per il loro parziale riassemblaggio; il sito scelto della sacrestia nuova, aggiunta nell'800 non in conformità con l'originale progetto del Duomo di San Giorgio re

Completati i lavori di bonifica, nel 2004 furono avviati i lavori di restauro scultoreo secondo il progetto a suo tempo approvato e che, con procedura di pronta urgenza, furono affidati all'impresa “l'Isola” di Barcellona Pozzo di Gotto (Me).
Nell'aprile 2005, durante l'esecuzione delle operazioni di asportazione delle malte non originali e degra

Questi ritrovamenti confermano l'ipotesi avanzata nella prima ricerca storica: la presenza delle dodici piccole statue, anche nella più scarna delle ricostruzioni, aumenta in l

Allo stato attuale si stanno prendendo in considerazione altre diverse ipotesi, tutte comunque da verificare al momento del necessario smontaggio per un adeguato restauro in laboratorio, alla luce del quale si potrà tentare una corretta ricostruzione filologica dell'insieme. E' appena il caso di ricordare che un numero consistente di altri frammenti scult

Altri frammenti risultano sparsi in vari altri siti e riteniamo che questa sia l'occasione buona perché gli stessi possano essere sistematicamente recuperati.
Tali frammenti, qualora venissero collocati ai lati delle colonne fra le quali sono inserite le nicchie delle statue (così come nell'altare di San Francesco a

Il nodo importante da sciogliere quindi, in questa fase, è la scelta per la nuova collocazione del prezioso monumento. È appena il caso di ricordare la storia di tale cinquecentesca tribuna d'altare, proveniente dall'abside dell'antica chiesa, e ne concludeva l'intera navata centrale con un'imponenza che destava meraviglia nei con-temporanei. La grandiosità del complesso doveva avvicinarsi a ciò che era presente nell'abside del Duomo di Palermo (vedi incisione in alto a destr


Si apre dunque un dibattito culturale a cui è chiamata tutta la cittadinanza per la ricollocazione ed eventuale ricomposizione di tutto quel che resta di un'opera scultorea così preziosa del nostro passato, recuperando l'antica memoria e con la speranza che ciò possa concludersi in tempi brevi.
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