
Ragusa Sottosopra
n.6 del 03/12/2010
"Il colore dei sogni" di Salvatore Chessari

Nel mondo pittorico di Chessari la luce, protagonista, oscura o esalta. Non per disperdere o per omettere, ma per appartenere: a radici, a icone, a sentimenti. L'artista sembra prediligere una dimensione “solitaria” per esprimere il suo mondo emozionale, tipica del sogno e del viaggio. O sono soggetti umani decontestualizzati, in primo piano, il cui tratto appare “sgranato”, avvolti in tonalità “scure”, “tragiche”, stemperate, come anche negli “omaggi” a Caravaggio e Michelangelo, dalla dissolvenza dei particola


Detto in parole piane, l'artista impiega sempre molti strati di vernice nei quali una piccola quantità di pigmento è mescolata con olio e sostanze leganti e trasparenti. Dopo essersi sedimentate in applicazioni successive, le patine pittoriche, chiamate appunto velature, costituiscono uno spessore ottico attraverso il quale la luce penetra ai diversi livelli prima di venire riflessa. Il modo in cui la trasparenza e il colore si fondono in questa struttura, sottile ma complessa, spiega le rifrazioni che producono tinte di sorprendente intensità. Ma la profondità di Chessari va oltre i virtuosismi della sua mano fel

È la profondità umana di chi vive ogni giorno come fosse l'ultimo e il primo; di chi lavora non per adempiere a un obbligo ma con senso di missione; di chi sa che la pittura non è soltanto un hobby, un gioco con l'essenza, ma il doppio oscuro e luminoso della vita”. (f.m.)
Salvatore Chessari, ragusano, 72 anni, ha iniziato da autodidatta negli anni settanta il suo percorso artistico. La sua prima mostra la tiene nel 1970 alla esposizione nazionale di pittura estemporanea estiva, a Marzamemi. Poi è un susseguirsi di mostre collettive e personali, specie nell'area orientale della Sicilia. Importante negli anni novanta il suo avvicinamento agli artisti de “Il gruppo di Scicli” con cui condividerà diverse iniziative.
Aggiungi questo link su: