
Ragusa Sottosopra
n.1 del 09/02/2005
Il Restauro Della
Chiesa diI S.Antonino
un cantiere di conoscenza
Francesco Nicita - architetto

Che la chiesa fosse stata largamente rimaneggiata negli anni sessanta, quando non più destinata al culto (fu utilizzata come centro parrocchiale e teatro amatoriale), era già noto, ma che in quella occasione venne perpetrato un vero e proprio scempio è risultato chiaro solo durante il cantiere di restauro. Vennero infatti demoliti gli altari laterali posti nelle nicchie della navata e l'altare principale posto all'intersezione dell'abside con il transetto, fu spostato il piccolo ma pregevole organo, attualmente conservato all'interno della Chiesa di S. Giorgio, furono demolite la pavimentazione in lastre di pietra asfaltica e molte delle decorazioni a stucco, furono asportate delle statue in pietra (attualm

I primi lavori hanno riguardato la demolizione proprio del solaio laterocementizio realizzato in corrispondenza del cornicione della navata e la demolizione del palco, elementi che alteravano profondamente la spazialità interna della chiesa. Durante la demolizione del palco sono venuti alla luce i frammenti degli altari che erano stati demoliti ed utilizzati come materiale di riempimento per la realizzazione del palco stesso. Tra questi è stato rinvenuto in perfetto stato di conservazione il tabernacolo in pietra calcarea tenera dell'altare centrale, di cui è stato ritrovato intatto il basamento in pietra calcarea e gradini di pietra asfaltica.
Contemporaneamente ai lavori interni all'edificio, si è proceduto con i lavori di rifacimento prima della copertura e poi dei prospetti. Il sistema delle operture è stato completamento revisionato, è stato realizzato un cordolo sommit


Per il resto dei prospetti si è provveduto alla rimozione dell'intonaco esistente e dei vari rifacimenti che sono stati realizzati negli anni passati ed è stato realizzato un intonaco naturale a base di calce miscelata a sabbia lavata di frantoio passata al setaccio molto fitto in modo da ridurne la granulometria

Con il contributo della C.E.I. sono stati realizzati il consolidamento delle volte e degli architravi in pietra, della terrazza dei locali dell'ex sagrestia su via S. Maria La Nova e il consolidamento dei resti della torre campanaria che appariva pericolosamente strapiombante. Inoltre sono stati completati i restauri specialistici dell'arco interno dipinto e del portale esterno in pietra. Mediante le indagini geofisiche (georadar e termografie), condotte dall'ing. Seracini e dalla sua equipe di collaboratori nel mese di luglio, abbiamo avuto conferma delle numerose stratificazioni che caratterizzano la chiesa e la sua storia ad ulteriore riprova delle ricerche a carattere storico/archivistico precedentemente curate dal dott. Giuseppe Antoci, responsabile dell'Ufficio dei Beni Culturali della Curia Diocesana di Ragusa, e pubblicate nel n. 6, Anno III° di Ragusa Sottosopra, e di quelle condotte in situ dal

Ma è stato il ritrovamento all'interno delle murature dei locali dell'ex sagrestia di consistenti frammenti murari di epoca quattrocentesca, oltre che di elementi in pietra finemente scolpita (con forme zoomorfe ed antropomorfe), e più precisamente dei resti dell'imposta di una volta costolonata, tali da far supporre la presenza di una cappella di epoca precedente al terremoto del 1693 successivamente inglobata nelle strutture murarie della chiesa, oltre al casuale ritrovamento dei resti della pavimentazione della precedente chiesa quattrocentesca posta al di sotto dell'area absidale e del transetto, a convincerci definitivamente dello
straordinario va

Tali decorazioni, di fattura tardo sette-centesca, non erano prima visibili perché coperte da numerosi strati di pittura (latte di calce, idropittura, ecc) oltre che parzialmente manomesse a causa della rimozione degli altari posti un tempo nelle nicchie later

In questa occasione abbiamo utilizzato in maniera atipica le indagini geofisiche, non preventivamente a supporto indispensabile del progetto di restauro, ma come strumento di verifica dell'altissimo valore storico/archi-tettonico dell'edificio che, a mio parere ingiustamente, non è inserito nella lista dei monumenti che l'UNESCO ha individuato a Ragusa Ibla.
Non spetta a me sottolineare la necessità che le indagini geofisiche diventino un passaggio obbligato quando si intraprendono i progetti di restauro e spero che l'episodio di S.Antonino abbia un seguito nell'istituzione di un ufficio/laboratorio di restauro e di diagnostica, che si occupi da un lato di raccogliere la grande quantità esistente di documenti, studi, rilievi, elaborati grafici e fotografici e dall'altro metta a punto tecniche procedurali, operative e metodologiche.
Un laboratorio che si occupi contempora-neamente di istituire un repertorio documentale e bibliografico dal quale tutti possono attingere informazioni ma che si preoccupi di alimentarlo continuamente con la ricerca e la progettualità.
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