
Ragusa Sottosopra
n.6 del 09/12/2008
Una legge per le Città d'Arte

Una legge per tutelare e valorizzare le città d'arte. La proposta di legge, predisposta dall'associazione delle città d'arte e cultura (Cidac) in collaborazione con Mecenate 90 e la dott.ssa Angela Serra, approvata nell'ottobre scorso dal Consiglio Nazionale delle Città d'Arte, è stata consegnata ufficialmente il 5 novembre scorso dal sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, in qualità di vice presidente nazionale del Cidac, al ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi. A Ragusa il 2 ottobre scorso il sindaco Dipasquale aveva promosso un incontro di lavoro sulla bozza di legge a cui hanno partecipato alcune Sovrintendenze e diversi sindaci dei comuni siciliani interessati all' iniziativa. Il sistema che la legge mette in opera ha caratteristiche

Stabilisce, intanto, cosa s'intende per “città d'arte” e di conseguenza quali debbano essere i requisiti per acquisire e mantenere tale riconoscimento. Sarà compito di una apposita Commissione verificare i requisiti di ogni comune richiedente e, nel caso di accoglimento, iscriverlo nella lista delle città d'arte. In questa lista entreranno di diritto tutti i comuni che hanno ottenuto il riconoscimento dell' Unesco come Patrimonio dell'Umanità, ma dovranno eventualmente adeguarsi ai principi normativi stabiliti dalla stessa legge entro un ragionevole lasso di tempo per potervi permanere. La Commissione ha il compito di verificare periodicamente la persistenza dei requisiti necessari per restare nella lista. Solo l'iscrizione alla lista delle città d'arte permette l'accessibilità alla disciplina premiale e derogatoria. La proposta di legge, facendo riferimento all'art. 9 della Costituzione ed al Codice dei Beni Culturali e del Pa

Ma quali finalità peculiari persegue la legge?
Le direttive principali si basano sui principi cardine della valorizzazione, della tutela e dell'incentivazione. In primo luogo preservare le caratteriste autentiche delle città d'arte e di ogni loro elemento materiale e immateriale, recuperando, conservando e valorizzando i beni culturali e paesaggistici così come l'aspetto urbano tradizionale.
Altra finalità verte sulla valorizzazione delle città d'arte in quanto elemento fondamentale per lo sviluppo sociale, economico e culturale del territorio, tutelando comunque la primaria funzione



Il gettito derivante dall' imposizione del contributo è destinato alla conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, ad interventi di manutenzione urbana ed alla realizzazione delle necessarie opere pubbliche all'interno dei Comuni iscritti.
Tra le misure di salvaguardia previste dalla bozza di legge vi è configurata la possibilità di ottenere deroghe a discipline di settore che hanno grande impatto sull'immagine dei centri storici e anche la possibilità di snellire l'iter autorizzativo degli atti di assenso necessari agli enti locali per la gestione del proprio patrimonio vincolato attraverso l'istituto della conferenza di servizi.
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